Guida alle famiglie / Interventi chirurgici

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Interventi chirurgici

Ciascun atto chirurgico, di labioplastica o palatoplastica, comporta in media una settimana di ricovero che avviene insieme alla mamma che accudirà il piccolo.

Gli interventi sono sempre eseguiti in anestesia generale; allo scopo di abbreviare la degenza, gli esami del sangue, l'elettrocardiogramma, l' rx del torace e tutti gli accertamenti necessari possono essere eseguiti ambulatoriamente, compresa la visita pediatrica e la visita anestesiologica preoperatorie.


Riparazione del labbro

Nella schisi monolaterale l'intervento può essere eseguito presto, già entro il primo mese di età.

Si tratta di ricostruire nelle sue parti il muscolo orbicolare, la cute e il vermillion (parte rossa del labbro), con cicatrici poco visibili.

Esistono vari metodi ormai codificati che differiscono quasi solo per la direzione delle cicatrici.

In particolare, nel nostro Reparto, la schisi del labbro, viene generalmente corretta a due mesi di vita, in relazione al peso del bimbo secondo la tecnica descritta da Tennison (modificata Massei) nelle schisi monolaterali e secondo la tecnica descritta da Mulliken nelle schisi bilaterali. Quando la schisi labiale e soprattutto del mascellare è molto ampia (schisi ossea maggiore di 7 mm), intorno ai 15-20 giorni di vita viene eseguita una preliminare adesione labiale (lip adhesion) anche detta sinechia chirurgica temporanea secondo Randall-Graham (monolaterale o bilaterale).


Riparazione dell'osso mascellare

Questa tecnica originale è stata ideata e descritta dal Prof.Alessandro Massei

Contemporaneamente alla riparazione del labbro viene effettuata la ri¬parazione dell'osso mascellare, se interessato, dal momento che, da un punto di vista anatomofunzionale, attorno ai quattro mesi di età si ha la massima produzione di tessuto osseo e quindi la possibilità di una più efficace ricostruzione dell'osso stesso.

La completa ricostruzione del labbro e dell'osso mascellare è importante affinchè il labbro ed il naso abbiano un aspetto normale; è fondamentale inoltre affinchè i denti crescano correttamente e tutto l'osso mascellare superiore si sviluppi bene.

Normalmente la riparazione si ottiene utilizzando il periostio, che è il rivestimento dell'osso stesso, preso dalla zona vicina alla schisi stessa, considerando che nei primi mesi di vita il periostio spostato è in grado di produrre osso nuovo. Questo intervento, che si chiama periostioplastica, viene eseguito contemporaneamente alla labioplastica, intorno al secondo mese di età. Se non viene fatto, e resta un difetto osseo, successivamente negli anni si può ancora intervenire mettendo un innesto osseo (prelevato da una costa o dal bacino).


Correzione del palato

La chiusura del palato si realizza preferibilmente intorno al quinto mese. La sua riparazione precoce permette al piccolo di avere una cavità orale normale ed evita che la lingua stia in posizione scorretta. Bocca e palato verranno così usati correttamente per succhiare, piangere, vocalizzare e successivamente per parlare. Per questo è fondamentale ricostruire e rimettere nella giusta posizione i vari muscoli del palato, in modo che funzionino perfettamente.

Come è stato detto precedentemente, in preparazione dell'intervento, per avere muscoli ben tonici è importante che il piccolo si sia alimentato normal¬mente, o al seno o con una idonea tettarella, magari con un foro un po' più grande del normale. Soltanto in casi particolari, ove il neonatologo lo ritenga indispensabile, per nutrire il piccolo si potranno usare tettarelle particolari, o in casi estremi, il sondino, ma sempre per il periodo più breve possibile.

Al momento dell'intervento sarà indispensabile, visto che il piccolo è in anestesia generale, prendere l'impronta di tutto il mascellare e del palato, impronta che potrà poi servire per valutare il corretto accrescimento dell'osso.

Prima di procedere all'intervento è utile controllare le tube di Eustachio (sono due canali che mettono in comunicazione le cavità dell'orecchio medio con la parte posteriore del cavo orale). Le tube, troppo esposte a causa dell'apertura del palato, all'aria fredda che arriva in faringe, vanno incontro con facilità ad infiammazione e chiu¬sura, con conseguente accumulo di secrezioni nell'orecchio medio, che si può infiammare ed infettare. La chiusura precoce del palato prima del quinto mese, mettendo al riparo lo sbocco della tuba di Eustachio, in genere ne previene la chiusura. Tutte le tecniche chirurgiche di palatoplastica si propongono di ottenere un palato lungo, che si muova normalmente. Per questo è necessario riposizionare correttamente i vari muscoli che confluiscono nel palato stesso.

In casi particolari, in cui il labbro non è stato già corretto a suo tempo, è possibile eseguire la plastica del labbro, dell'osso mascellare e del palato in un solo tempo, già a sei mesi di età.

Sia la funzionalità delle tube di Eustachio che quella del palato ricostruito possono essere valutati mediante l'endoscopia. Si tratta di un semplice esame che, mediante l'introduzione di un tubicino flessibile di pochi millimetri di diametro attraverso il naso, permette di vedere direttamente il palato ricostruito, dall'alto, e controllarne il movimento mentre il bambino parla.

Questo esame si esegue di norma, per la prima volta, intorno ai cinque anni di età, e se necessario si può ripetere ogni sei mesi.


Interventi successivi

Fondamentale è una buona riparazione iniziale della malformazione, effettuata non solo in modo adeguato, ma anche al momento giusto.

Interventi parziali di completamento sono possibili successivamente, alle varie età. Durante la crescita può essere necessario fare qualche piccolo ritocco al labbro per migliorarne la forma. II naso in particolare può avere bisogno di ritocchi successivi. Non raramente il setto è deviato, provoca disturbi respiratori ed è necessario correggerlo.

In alcuni casi, la gravita e l'ampiezza della schisi non rendono possibile la chiusura completa della tasca tridimensionale di periostio al momento della periostioplastica primaria. Si esegue quindi a tre anni di età un'ispezione chirurgica della schisi per valutare a "cielo aperto" la neoproduzione di osso. Se dall'esame clinico e dopo esame TAC 3D la neoproduzione di osso è precaria, tra i 5 e i 6 anni di vita (secondo gli studi di Heliquist), si esegue una periostioplastica tardiva o secondaria (del tutto simile alla periostioplastica primaria) che vada a stimolare ulteriormente la produzione ossea.

Una rinoplastica estetica spesso è necessaria al compimento dei diciotto anni di età


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