Guida alle famiglie / Genetica

PremessaPremessa.html
I primi giorni di vitaPrimi_giorni.html
Come si forma questo difettoDifetto.html

Genetica

Come si manifestaCome_si_manifesta.html
Interventi chirurgiciInterventi.html

La schisi è una fessura, una divisione fra due parti che non si sono unite durante la vita intrauterina.

L'embrione, alla quinta settimana di gravidanza, presenta già una testa evidente, in cui si possono individuare gli occhi, il naso e la bocca. Prima della quinta settimana di gravidanza, la fessura del labbro è presente normalmente nell'embrione; alla settima settimana è la mancanza della sua chiusura che produce la labioschisi. Anche la bocca, che nell'embrione è ampiamente aperta verso l'alto e comunica con le cavità nasali, dopo l'ottava settimana di gravidanza si divide nella cavità superiore, nasale, e nella cavità inferiore, orale.

La incompleta divisione di queste due cavità alla dodicesima settimana di gravidanza, produce la palatoschisi.

Le schisi del labbro e del palato sono dunque causate dalla mancanza di chiusura di fessure che nelle prime settimane di gravidanza sono normalmente presenti. Ne deriva che la schisi separa strutture che non si sono unite, ma che sono presenti. Questo concetto è importante per la riparazione, che in genere non consiste nell'aggiungere qualcosa per colmare un difetto (innesto), ma piuttosto nel ricercare sui due margini della schisi le varie strutture che non si sono unite (cute, muscoli, osso), portarle al loro posto e riunirle nella maniera migliore.

Genetica

Quanto è frequente?

Le schisi del labbro, del palato o di ambedue rappresentano un difetto congenito relativamente comune: l'incidenza generale alla nascita, tra gli europei, è di circa 1/700, mentre in Italia, secondo il Registro Nazionale delle Malformazioni Congenite (IPMC, 1990) sarebbe un po' più bassa, circa 1/830. L'incidenza della schisi del labbro con o senza schisi del palato, labio(palato)schisi o LPS, si aggira intorno a 1/1000 e varia con il tipo di popolazione essendo più frequente tra gli asiatici (1,7/1000) e tra gli indiani d'America (3,6/1000), meno tra gli africani (1/2500); le palatoschisi isolate (PS) sono meno frequenti (circa 0,4/1000). Le LPS rappresentano il 70-75% di questo difetto, il resto è costituito dalle PS.

Le LPS hanno una frequenza circa due volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine, mentre esiste una leggera prevalenza di quest'ultime nelle PS. Le labioschisi sono per l'80% circa monolaterali, per il 20% bilaterali; nella maggioranza dei casi sono associate a palatoschisi (70-85%), più spesso le bilaterali. La labioschisi monolaterale sinistra è più frequente di quella destra.

Perché si forma?

Parlando delle cause è importante distinguere tra schisi isolate e schisi "associate" con altri difetti congeniti o "sindromi" (insieme di tratti fisici che tendono a manifestarsi insieme): infatti la schisi facente parte di una sindrome va considerata per tutti gli aspetti insieme a questa e non separatamente. Quanto segue riguarda le schisi isolate, che rappresentano la maggioranza (circa l'80% dei casi).

Nonostante tutte le ricerche passate e presenti, le cause precise delle schisi oro-facciali rimangono in parte sconosciute.

In linea di massima possiamo considerare per questo tipo di difetti congeniti, due gruppi di cause: uno "ambientale", cioè legato essenzialmente a fattori esterni all'individuo, l'altro "genetico-ambientale" in cui l'influenza dei fattori esterni è mediata e modificata, in maniera evidente, dalla costituzione genetica dell'individuo. Per quanto riguarda le cause ambientali si può dire che solo pochi agenti sono stati correlati alle labio e palato schisi: alcuni farmaci, traumi e malattie durante la gravidanza hanno talvolta un ruolo nel determinare il difetto.

La maggior parte delle schisi in realtà appare dovuta ad una combinazione di geni (fattori ereditari), che costituiscono la "predisposizione" genetica, interagenti con fattori ambientali (eredità "multifattoriale").

I geni costituiscono l'unità di base dell'eredità, essendo responsabili dei vari caratteri, normali e patologici, dell'individuo. Ognuno di noi ha circa 100.000 geni, disposti lungo i cromosomi di cui ogni specie ha un numero caratteristico. Nell'uomo i cromosomi sono 46, e più precisamente 23 paia, dato che metà di essi provengono dal padre e metà dalla madre.

Essendo il numero di combinazioni tra i vari cromosomi materni e paterni elevatissimo, praticamente nessun bambino è identico all'uno o all'altro dei genitori né ad alcuno dei fratelli, a meno che non si tratti di un gemello monozigote (proveniente cioè dalla stessa cellula fecondata). Ciò aiuta a capire come mai un bambino può avere una labioschisi, una palatoschisi o ambedue in una famiglia in cui nessun altro ha una schisi. Nelle patologie multifattoriali, a differenza di quelle "monofattoriali", cioè legate esclusivamente all'alterazione di un singolo gene, è praticamente impossibile prevedere uno schema di eredità proprio per la presenza di più geni e di fattori ambientali.

È possibile che l'evento si ripeta?

Se si può escludere una sindrome genetica o cause ambientali che hanno agito durante la gravidanza, si possono offrire alle famiglie i rischi di ricorrenza partendo dall'informazione ottenuta dallo studio di migliaia di famiglie con lo stesso problema.

Da questi studi sappiamo che ogni futuro genitore ha approssimativamente una probabilità su 700 di avere un bambino con una schisi; tuttavia se i genitori hanno già un bambino con schisi, il rischio che il loro prossimo figlio (ed ogni successivo) sviluppi la malformazione va dal 2 al 4%. Se c'è più di una persona in famiglia con la schisi allora il rischio sale al 10-12%. Un genitore con schisi ha una probabilità del 2-5% di avere prole con schisi, ma se tale genitore ha anche un parente di primo grado con lo stesso problema allora il rischio aumenta fino al 10-20%. Infine, i fratelli sani di una persona con schisi hanno circa l'1% di probabilità di avere un figlio con schisi; tale rischio aumenta fino al 5-6% se in famiglia c'è più di un soggetto con il problema. Da tener presente che le PS sembrano avere un minor grado di ereditabilità.

Queste informazioni molto generali sono basate su studi in differenti popolazioni di tutto il mondo, perciò i valori di rischio ottenuti rappresentano delle medie non ritagliabili per le singole famiglie. Ne consegue che i genitori di un bambino con schisi hanno bisogno di informazioni più specifiche riguardanti la loro famiglia, informazioni che si possono ottenere con una "valutazione" di tipo genetico.

Cosa comporta una valutazione genetica?

Per effettuare un inquadramento genetico di questa come di altre patologie risultano di estrema importanza sia un esame fisico, sia la storia familiare.

L'esame fisico è essenziale, oltre che per precisare il tipo e la gravità della schisi (le LPS implicano una maggiore influenza dei fattori ereditari rispetto alle PS; inoltre in linea di massima, più grave è il difetto, maggiore è il rischio di ricorrenza), anche e soprattutto per escludere con accuratezza l'eventuale presenza di una sindrome, che potrebbe cambiare le modalità di trasmissione ereditaria. Talora l'esame fisico dovrà essere esteso ai familiari del paziente (possibilità di difetti molto lievi).

La raccolta di una storia familiare dettagliata è altrettanto importante per:

1.determinare il numero e il grado di parentela dei familiari affetti: infatti, più grande è il numero e più stretta è la parentela, maggiore è il rischio che nasca un altro bambino con schisi;

2.determinare il sesso delle persone affette, in quanto essendo le femmine meno colpite, almeno nelle LPS, se i membri della famiglia affetti sono femmine si può presumere che esista in quella famiglia una forte componente genetica e quindi una maggiore predisposizione.

Anche della razza occorre tener conto, dipendendo il rischio di ricorrenza dalla frequenza del difetto nelle varie popolazioni (maggiore è la frequenza, maggiore è il rischio).

Indagini di laboratorio (esame cromosomico) o strumentali (radiografie) andranno valutate caso per caso.

Su tutto questo verterà un colloquio tra la famiglia ed il genetista medico, il cui ruolo non è quello di dire alla famiglia cosa deve fare, quanto piuttosto di fornire informazioni sulla malattia, sulle probabilità di ricorrenza e sulle eventuali possibilità di prevenzione. Una volta che la famiglia ha queste informazioni deciderà come usarle.


Copyright © 2013 - FOSMEL Fondazione Studio Malformazioni Esterne Labiopalatoschisi - C.F. 92048800467

Dona il 5 per mille

alla Fondazione Fosmel

Sostieni i nostri progetti o aderisci alla nostra Fondazione.

La FondazioneLa_fondazione.htmlshapeimage_12_link_0

Guida alle famiglie